S&F_n. 17_2017 - S&F_scienzaefilosofia.it
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A ogni uomo, in questo mondo, vengono proposte due domande di fede,
la prima circa la credibilità di questa vita, la seconda circa la credibilità del suo fine.
A entrambe queste domande il semplice fatto della vita di ciascuno di noi
risponde con un «sì» così forte ed esplicito, che potrebbe sorgere il dubbio
se le domande siano state intese a dovere. Ad ogni modo, ora bisogna che ognuno
vada conquistando pian piano questo suo «sì» fondamentale,
perché, molto al di sotto della sua superficie, le risposte,
aggredite da una tempesta di domande, sono confuse ed evasive.

Franz Kafka
 
 
La vita non è giusta, è solo più giusta della morte, questo è tutto.
William Goldman

 

Determinare e specificare il concetto di Vita nelle sue varie connotazioni e significati è compito avvertito come inderogabile da gran parte della filosofia contemporanea.
Certo, la dicotomia tra Zoé e Bios aiuta ad articolare la distinzione tra una nozione di vita concepita rispettivamente come qualcosa semplicemente vissuta – un oggetto, per farla breve – e la Vita come qualcosa caratterizzata da una durata, una biografia, cui è possibile attribuire un valore specifico e magari superiore. Tuttavia, tali coppie concettuali finiscono per ribadire, senza risolvere o almeno rilanciare, da un lato la controversa e assai discussa separazione tra mondo organico e inorganico, e dall’altro la relazione tra vita animale e vita umana.
Se l’essere umano deve essere considerato non solo un organismo biologico, semplice membro di una specie, ma anche individuo, parte di un contesto più ampio, occorre ampliare gli orizzonti della ricerca filosofica e dirigerla verso un’indagine approfondita circa i confini tra individuale e collettivo, all’interno di una duplice dimensione: biologica (organismo e specie) e socio-politica e culturale (individuo e società).
Nonostante i numerosissimi tentativi “riduzionisti” operati allo scopo di spiegare la specificità della vita esclusivamente attraverso la fisica, la chimica, cioè a dire attraverso una grammatica e una sintassi del non-vivente, un dato è certo: le scienze dure sembrano disponibili ad accettare la sfida di un pensiero filosoficamente ispirato e di natura anti-riduzionista.
E dunque: è possibile affrontare la peculiarità della Vita e del Vivente senza violare i limiti legittimi della scienza naturale? E come?

Il microbo non ha tempo di esaminare il biologo.
Henri Michaux

 
Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor
Franz Kuhn attribuisce a un’enciclopedia cinese che s’intitola
Emporio celeste di conoscimenti benevoli.
Nelle sue remote pagine è scritto
che gli animali si dividono in
(a) appartenenti all’Imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati,
(d) lattonzoli, (e) sirene,
(f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione,
(i) che s’agitano come pazzi, (j) innumerevoli,
(k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello,
(l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso,
(n) che da lontano sembrano mosche.

Jorge Luis Borges

S&F_n. 17_2017



 
Questo numero è dedicato a Stefano Rodotà
- tra i più autorevoli membri del Comitato scientifico della nostra rivista -
scomparso all'indomani della pubblicazione di S&F_n. 17_2017
Grazie Stefano

 
 
Renaud Barbaras
Charles T. Wolfe
Lucia Zaietta
Arthur Dony

Luca De Giovanni
 
Giulio Piatti
 
Rosa Spagnuolo Vigorita
       
     
Mario Cosenza
       
     

Luca Lo Sapio
 
       
     
Mariangela Caporale
       
     
Delio Salottolo
       
     
Fabiana Gambardella
 
       
     
Cristian Fuschetto
 
       
     
Alessandra Scotti
 
       
     
report

Umano post-Umano. Verso l’homo technologicus?

TriesteNext 5˄ edizione  23-25 settembre 2016


[Maria Teresa Speranza]
 
recensione
[Lucia Zaietta]
recensione [Gabriele Vissio]
recensione [Alessandro De Cesaris]
recensione [Serena Palumbo]
recensione
recensione
[Luca Lo Sapio]
recensione [Luca Lo Sapio]
recensione
Julien Offray de La Mettrie

L’uomo macchina


Mimesis, Milano-Udine 2015
 
[Mario Cosenza]
recensione [Ciro Incoronato]
recensione [Delio Salottolo]
recensione [Cristian Fuschetto]
recensione
Manuela Macelloni, Spazi di libertà. Etologia filosofica: ridare vita a un corpo morto    Una nota su:
 
 
Le immagini d’apertura ai singoli articoli – coperte da copyright – www.gigarte.com/gennaroamodio – che appaiono in questo numero, sono di Gennaro Amodio, cui va la nostra amicizia e riconoscenza.
 

Un grazie di S&F_cuore a Lucia Zaietta per la preziosa collaborazione.
 
 
 
In rete, giugno 2017
La Redazione di S&F_